Aforisma del giorno

AFORISMA DEL GIORNO

Sul terremoto e il fondo del caffè:
"Il futuro dei terremotati si legge nei fondi di caffè shakerati" (Paolo Cananzi, sceneggiatore di Aldo, Giovanni e Giacomo)

giovedì 31 maggio 2012

Petkovic: Il dottore che curerà la Lazio


Il serbo allenerà per due stagioni i biancocelesti


Vladimir Petkovic è il nuovo tecnico della Lazio. Manca solo l'ufficialità, ma pare sia in dirittura d'arrivo. L'ex allenatore del Sion si è legato alla Lazio per i prossimi due anni e percepirà 600000€ a stagione. Il serbo è sbarcato stamattina all'aeroporto di Ciampino e si è recato verso le 12 e mezza a Formello, dove ha incontrato il ds Tare. Ha effettuato un breve tour per visitare le attrezzature e l'impianto per poi recarsi a Villa San Sebastiano dove ha incontrato il presidente Claudio Lotito che gli ha fatto sottoscrivere un biennale. L'allenatore serbo è entusiasta della nuova avventura, inoltre è molto contento di poter riabbracciare Senad Lulic, già allenato ai tempi dello Young Boys.
Nel suo staff tecnico è presente Arno Rossini, grande amico di vecchia data: infatti, quest'ultimo ha allenato nel 1993 lo stesso Petkovic, quando da calciatore militava tra le fila del Bellinzona. Da lì in poi sono diventati inseparabili. Inoltre, faranno parte del gruppo anche Paolo Longoni, preparatore atletico che ha lavorato in Francia e Svizzera, e una persona ancora non resa nota, un mister X mago dei computer, ritenuto fondamentale dall'allenatore.
Ma chi è davvero Petkovic? Sarà un'altra meteora nella capitale dopo il giallorosso Luis Enrique? Chissà!
Zola, Mazzarri, Van Gaal, Dunga, Rodgers, Zeman, Montella, Di Matteo: i nomi che sono usciti (...)

Il testamento di Tito




Non avrai altro Dio all'infuori di me, 
spesso mi ha fatto pensare: 
genti diverse venute dall'est 
dicevan che in fondo era uguale. 


Credevano a un altro diverso da te 
e non mi hanno fatto del male. 
Credevano a un altro diverso da te 
e non mi hanno fatto del male. 


Non nominare il nome di Dio, 
non nominarlo invano. 
Con un coltello piantato nel fianco 
gridai la mia pena e il suo nome: 


ma forse era stanco, forse troppo occupato, 
e non ascoltò il mio dolore. 
Ma forse era stanco, forse troppo lontano, 
davvero lo nominai invano. 


Onora il padre, onora la madre 
e onora anche il loro bastone, 
bacia la mano che ruppe il tuo naso 
perché le chiedevi un boccone: 


quando a mio padre si fermò il cuore 
non ho provato dolore. 
Quanto a mio padre si fermò il cuore 
non ho provato dolore. 


Ricorda di santificare le feste. 
Facile per noi ladroni 
entrare nei templi che rigurgitan salmi 
di schiavi e dei loro padroni 


senza finire legati agli altari 
sgozzati come animali. 
Senza finire legati agli altari 
sgozzati come animali. 


Il quinto dice non devi rubare 
e forse io l'ho rispettato 
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie 
di quelli che avevan rubato: 


ma io, senza legge, rubai in nome mio, 
quegli altri nel nome di Dio. 
Ma io, senza legge, rubai in nome mio, 
quegli altri nel nome di Dio. 


Non commettere atti che non siano puri 
cioè non disperdere il seme. 
Feconda una donna ogni volta che l'ami 
così sarai uomo di fede: 


Poi la voglia svanisce e il figlio rimane 
e tanti ne uccide la fame. 
Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore: 
ma non ho creato dolore. 


Il settimo dice non ammazzare 
se del cielo vuoi essere degno. 
Guardatela oggi, questa legge di Dio, 
tre volte inchiodata nel legno: 


guardate la fine di quel nazzareno 
e un ladro non muore di meno. 
Guardate la fine di quel nazzareno 
e un ladro non muore di meno. 


Non dire falsa testimonianza 
e aiutali a uccidere un uomo. 
Lo sanno a memoria il diritto divino, 
e scordano sempre il perdono: 


ho spergiurato su Dio e sul mio onore 
e no, non ne provo dolore. 
Ho spergiurato su Dio e sul mio onore 
e no, non ne provo dolore. 


Non desiderare la roba degli altri 
non desiderarne la sposa. 
Ditelo a quelli, chiedetelo ai pochi 
che hanno una donna e qualcosa: 


nei letti degli altri già caldi d'amore 
non ho provato dolore. 
L'invidia di ieri non è già finita: 
stasera vi invidio la vita. 


Ma adesso che viene la sera ed il buio 
mi toglie il dolore dagli occhi 
e scivola il sole al di là delle dune 
a violentare altre notti: 


io nel vedere quest'uomo che muore, 
madre, io provo dolore. 
Nella pietà che non cede al rancore, 
madre, ho imparato l'amore.

lunedì 28 maggio 2012

Lazio: il giorno della passione


Arrestato all'alba il vice capitano Mauri per il calcio scommesse



Oggi, lunedi 28 maggio, è un giorno triste per ogni tifoso laziale: un giorno di ansia, di passione e soprattutto di paura.
All'alba, gli uomini della Polizia di Stato di Cremona, Brescia, Alessandria, Bologna e del Servizio Centrale Operativo (Sco) hanno eseguito 19 provvedimenti restrittivi e numerose perquisizioni in Italia e all'estero nei confronti di appartenenti a un organizzazione transazionale dedita a combinare incontri del nostro campionato. Tra gli arrestati vi sono Omar Milanetto, ex Genoa, e il vice capitano della Lazio, Stefano Mauri: entrambi accusati di "associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva".
Alle 11 di questa mattina, il procuratore della Repubblica Di Martino ha ribadito in conferenza stampa che le gare sottoposte a combine sono state Lecce-Lazio e Lazio-Genoa del campionato 2010-2011, e la prima di queste avrebbe fruttato due milioni di euro al clan e 600000 ai giocatori (non si è specificato i responsabili, ndr). (...)

sabato 26 maggio 2012

#Terremoto in rete


E' passata ormai una settimana dalla tremenda scossa che ci ha fatto sobbalzare nel letto sabato scorso. Erano circa le 4 di notte; la magnitudo (6.0, ndr) terribilmente vicina a quella dell'Aquila.

Una volta ripresomi dall'inevitabile spavento, ne ho approfittato, causa insonnia, per osservare le reazioni del mondo dell'informazione e dei social network. Sono entrato nel mio profilo Facebook e Twitter, buttando nel frattempo un occhio sui siti delle grandi testate (Repubblica, Corriere, Stampa, Rainews).

Facebook pullulava da subito di stati sul terremoto. Tutti hanno sentito il bisogno di condividere la loro paura e di ricevere conferme dal mondo social. Nel regno dei cinguettii l'hashtag #terremoto riempiva la mia bacheca. Nel giro di un'oretta è diventato trending topic mondiale, piazzandosi addirittura al secondo posto. Il grafico di Blogmeter mostra come ci sia stato un clamoroso aumento di tweet notturni (quasi 30.000) intorno alle 4 di notte.

Molto attivi su Twitter sono da subito il giornalista del Post Emanuele Menietti e Valerio Staffelli. Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere, batte sul tempo con un cinguettio il suo stesso giornale. Molti incominciano a lamentarsi del ritardo dei grandi network, sottolineando per contro la prontezza della rete.

Il web, però, non si dimostra molto affidabile. Certamente è stato utile per valutare i danni e circoscrivere l'area del terremoto seguendo l'hashtag #terremoto abbinato al nome di varie città. Ma i dati che circolavano erano inesatti. Si parlava con convinzione di una magnitudo 6.3. Veniva citata anche la fonte della presunta notizia: la Reuters. In realtà, come tutti sappiamo, il terremoto ha avuto un'intensità minore.

Verso le cinque finalmente i grandi network hanno iniziato a informare. Va segnalata la prontezza di Radio Rai con un edizione straordinaria del Giornale Radio. Repubblica ha in un primo momento titolato nella home un generico "terremoto in Veneto" aggiustando il tiro solo successivamente. In generale La Stampa è stata l'ultima a dare la notizia (forse perchè fuori dalla sua area di riferimento che è il Piemonte). Per quanto riguarda i canali all news dicono (non mi sembrava il caso di accendere la televisione alle 5 del mattino) che Sky Tg 24 sia stato reattivo, mentre TgCom24 abbia tardato clamorosamente.

Voglio chiudere con un ragionamento di Sergio Maistrello, giornalista esperto di informazione online: "Capisco sempre meno le polemiche sul ritardo dell’informazione mainstream in caso di notizie importanti e impreviste. Prendiamone atto e facciamocene una ragione: in piena notte, in orari periferici, in situazioni confuse, i giornalisti arriveranno sempre più tardi. Ed è molto meglio così. Preferisco un’informazione che si prenda il tempo di verificare i dettagli e che quando si esprime diffonde certezze, rispetto a dirette fiume improvvisate, che prendono notizie a casaccio da agenzie e flussi di rete, mancano alla loro missione essenziale basata sull’accuratezza e sulla sintesi. I social network ci hanno abituato a una velocità che prima semplicemente non esisteva". 








giovedì 24 maggio 2012

Zarate: il ritorno del figliol prodigo


L'attaccante, dopo aver tanto snobbato la Lazio, vuole ritornare alla base


Della serie "chi non muore si rivede": Mauro Zarate, il talentuoso attaccante argentino, sta per fare ritorno a Formello. L'Inter ha deciso di non esercitare il riscatto di 15,5 milioni del cartellino e di puntare su altri giocatori (non a caso ha appena comprato Palacio per 12 mln, ndr). Dunque la patata bollente ritornerà tra le mani di Lotito, il quale non vuole svalutare un patrimonio per il quale ha speso 20 milioni poco meno di 3 anni fa e quindi vorrebbe rilanciarlo con la maglia biancoceleste. Dello stesso avviso è anche il calciatore che ieri su twitter (@Mauz10) ha risposto ad un tifoso dicendo "Sono pronto a tornare alla Lazio e sarò più forte di prima, riprendimi“. Parole che hanno diviso l'ambiente laziale: alcuni sono felicissimi di poter riabbracciare il proprio beniamino, altri non lo vedono di buon occhio. Molta gente è rimasta scottata dalle sue dichiarazioni rilasciate durante l'anno, poiché spesso erano in contrasto tra loro, dimostrando di tenere poco alla squadra capitolina e di andare dove tira il vento. Non dimentichiamoci che il Pibe di Haedo, dopo Inter-Cesena, aveva detto alla stampa di preferire l'Inter alla Lazio.
Sicuramente un suo ritorno, facilitato anche dalla partenza di Reja, andrebbe a rinforzare il peso del reparto avanzato. (...)

Drogba-Juve: è tutto vero


l club bianconero ha offerto un biennale all'ivoriano, ma c'è da battere la concorrenza cinese



La notizia è di oggi: la Juventus ha offerto due anni di contratto a Didier Drogba. L'ivoriano, fresco campione d'Europa, ha appena lasciato il Chelsea dopo ben 8 anni ed è senza squadra. Il direttore generale Marotta ha offerto un biennale a 4,5 milioni a stagione. L'attaccante africano ci sta pensando e non ha mai nascosto la sua simpatia per la Serie A, ma, al momento, è tentato da un esperienza più economica, che sportiva: infatti lo Shanghai Shenhua gli ha offerto un triennale da 10 milioni l'anno.
Una proposta faraonica quella del club di Anelka, che però dovrà avere a che fare con la volontà della moglie del calciatore, la quale non è molto attratta dallo stile di vita cinese e vorrebbe rimanere in Europa. (...)

mercoledì 23 maggio 2012

Maxi Lopez: un bomber sul mercato


L'attaccante non verrà riscattato dal Milan: Bologna e Parma pronte a prenderlo.


Un destino incerto attende Maxi Lopez: il centravanti argentino non sarà riscattato dal Milan. Per il club di via Turati le prestazioni del giocatore sono state insoddisfacenti e sono troppi gli otto milioni richiesti dal Catania. A confermarlo è stato lo stesso amministratore delegato, Adriano Galliani, alla stampa: "Maxi Lopez non verra' riscattato dal Catania e neppure Aquilani".
Un colpo al cuore per il calciatore, che aveva fatto di tutto per andare a giocare all'ombra della Madunina (era rimasto una settimana chiuso in un hotel, quando ancora il Milan stava per comprare Tevez, ndr).
Dunque Il mancato riscatto da parte della società milanese apre nuovi scenari per il talentoso attaccante. Il suo procuratore, Andrea D'Amico, dovrà mettersi al lavoro e piazzarlo sul mercato. (...)

domenica 20 maggio 2012

Chelsea: finalmente la coppa è tua!


Gli uomini di Di Matteo vincono 5-4 ai rigori contro il Bayern e trionfano in Champions League


Il Chelsea è campione d'Europa: per la prima volta il club londinese è riuscito a salire sul tetto più alto grazie a uno straordinario Roberto Di Matteo e un immenso Didier Drogba.
I blues hanno battuto all'Allianz Arena il Bayern Monaco padrone di casa ai rigori per 5-4.
Tabellino: Bayern Monaco-Chelsea 1-1 (3-4 dcr)

Bayern Monaco: Neuer; Lahm, Boateng, Timoshchuk, Contento; Schweinsteiger, Kroos; Robben, Müller (st 41′ Van Buyten), Ribery (pts 7′ Ribery); Gomez. All. Heynckes.

Chelsea: Cech; Bosingwa, David Luiz, Cahill, Cole; Mikel, Lampard; Kalou (st 39′ Torres), Mata, Bertrand (st 28′ Malouda); Drogba. All. Di Matteo.

Arbitro: Proenca (Portogallo).

Marcatori: st 38′ Muller, 44′ Drogba.

Rigori: Lahm, Mata (parato), Gomez, Luiz, Neuer, Lampard, Olic (parato), Cole, Schweinsteiger (palo), Drogba.

Note: al 5′ del pts Cech ha parato un rigore a Robben.

La partita: i tedeschi per tutta la durata del primo tempo prendono le redini del gioco e sfiorano il vantaggio al 21' con un sinistro di Robben che Cech para con i piedi. Al 42' Mario Gomez ha un'occasione d'oro ma sciupa clamorosamente sotto porta mandando alto.
Nella ripresa il Chelsea entra in campo con più sfrontatezza, ma è il Bayern a costruire sempre le occasioni più pericolose. Al 54' vanno a segno i bavaresi con Ribery ma la rete viene annullata per un fuorigioco proprio del francese. Al 73' un lampo londinese: Drogba se ne va sulla fascia sinistra e mette in mezzo per Kalou che viene anticipato da Contento. Ma dieci minuti più tardi il match si sblocca: traversone di Kross per Müller che schiaccia da pochi metri e batte Cech. I tedeschi esplodono di gioia e si accende la gara. I blues non mollano e all'88 ci pensa l'ivoriano Drogba a mettere le cose a posto.
Si va ai supplementari e il numero 11 del Chelsea la fa grossa: al 93' atterra Ribery in area e l'arbitro Proenca concede il rigore. Dagli undici metri tira Robben che si fa neutralizzare in due tempi da Cech. Al 108' Olic, subentrato a Ribery, riceve da Lahm e, invece di calciare, appoggia per Van Buyten, il quale pero si ferma non proseguendo l'azione. Infine, negli spiccioli finali della partita, ci prova ancora Mario Gomez ma non va a segno. (...)

Klout: vediamo se conti qualcosa


Klout
Tutti i maggiori blogger e giornalisti italiani ormai si sfidano a colpi di Klout. Ce li immaginiamo in ansia davanti al loro schermo sperando di vedersi riconoscere qualche punto in più e diventare finalmente dei pundits, degli opinion leader, capaci di vantare schiere di adulatori.

Klout è, infatti, un algoritmo ideato da Joe Fernandez, trentaquattrenne americano laureato in Scienze dei Computer all'Università di Miami e figlio di un esule cubano, che permette di valutare la propria influenza sui social network. Il punteggio viene espresso da 1 a 100, attraverso criteri qualitativi più che quantitativi. Non conta possedere migliaia di social friends,  di cui magari la metà fake; piuttosto è meglio averne pochi ma buoni. Principio di giusta applicazione anche nella vita offline.

In Italia la palma di maggiore influenzatore spetta ad Arianna Ciccone, grande organizzatrice dell’International Journalism Festival di Perugia, seguita da Beppe Grillo, fondatore del Movimento 5 Stelle e blogger di livello mondiale. Solo terzo Roberto Saviano che siamo sicuri riuscirà a consolarsi con gli ascolti di Quello che non ho.

Il punteggio su Klout sta acquistando sempre più importanza. Le grandi aziende, soprattutto quelle americane, cercano di mettersi in contatto con gli influenzatori. Avere uno score alto può essere molto utile, anche e soprattutto nel mercato del lavoro. Emblematica la storia di un pubblicitario di Toronto, tal Sam Fiorella. Recandosi a un colloquio d’assunzione, ha visto la sua candidatura sfumare proprio per la sua presunta bassa influenza. Gli è stato preferito un giovane senza esperienza che poteva però sfoggiare un bel 67 di Klout score.

Come fare per calcare il proprio punteggio? Semplice, basta iscriversi a Klout.com. Consiglio personale: armarsi di umiltà. La media dei punteggi italiani si attesta intorno al 20.