E' passata ormai una settimana dalla tremenda scossa che ci ha
fatto sobbalzare nel letto sabato scorso. Erano circa le 4 di notte; la
magnitudo (6.0, ndr) terribilmente vicina a quella dell'Aquila.
Una volta
ripresomi dall'inevitabile spavento, ne ho approfittato, causa insonnia, per
osservare le reazioni del mondo dell'informazione e dei social network. Sono entrato
nel mio profilo Facebook e Twitter,
buttando nel frattempo un occhio sui siti delle grandi testate (Repubblica, Corriere, Stampa, Rainews).
Facebook pullulava
da subito di stati sul terremoto. Tutti hanno sentito il bisogno di condividere
la loro paura e di ricevere conferme dal mondo social. Nel regno dei
cinguettii l'hashtag #terremoto
riempiva la mia bacheca. Nel giro di un'oretta è diventato trending topic mondiale, piazzandosi addirittura al
secondo posto. Il
grafico di Blogmeter mostra come ci sia stato un clamoroso aumento di tweet notturni (quasi 30.000)
intorno alle 4 di notte.
Molto attivi su Twitter sono da subito il giornalista del Post
Emanuele Menietti e Valerio Staffelli. Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere, batte sul tempo con
un cinguettio il suo stesso giornale. Molti incominciano a lamentarsi del
ritardo dei grandi network,
sottolineando per contro la prontezza della rete.
Il web, però, non si dimostra
molto affidabile. Certamente è stato utile per valutare i danni e circoscrivere
l'area del terremoto seguendo l'hashtag #terremoto abbinato al nome di varie
città. Ma i dati che circolavano erano inesatti. Si parlava con convinzione di una
magnitudo 6.3. Veniva citata anche la fonte della presunta notizia: la Reuters. In realtà, come
tutti sappiamo, il terremoto ha avuto un'intensità minore.
Verso le cinque
finalmente i grandi network hanno iniziato a informare. Va segnalata la
prontezza di Radio Rai con un edizione straordinaria del Giornale Radio. Repubblica ha in un primo momento titolato nella home un
generico "terremoto in Veneto" aggiustando il tiro solo
successivamente. In generale La
Stampa è stata l'ultima a
dare la notizia (forse perchè fuori dalla sua area di riferimento che è il
Piemonte). Per quanto riguarda i canali all
news dicono (non mi sembrava
il caso di accendere la televisione alle 5 del mattino) che Sky Tg 24 sia stato reattivo, mentre TgCom24 abbia tardato
clamorosamente.
Voglio chiudere con un ragionamento di Sergio Maistrello, giornalista esperto di informazione online: "Capisco sempre meno le polemiche sul ritardo dell’informazione
mainstream in caso di notizie importanti e impreviste. Prendiamone atto e
facciamocene una ragione: in piena notte, in orari periferici, in situazioni
confuse, i giornalisti arriveranno sempre più tardi. Ed è molto meglio così.
Preferisco un’informazione che si prenda il tempo di verificare i dettagli e
che quando si esprime diffonde certezze, rispetto a dirette fiume improvvisate,
che prendono notizie a casaccio da agenzie e flussi di rete, mancano alla loro
missione essenziale basata sull’accuratezza e sulla sintesi. I social network
ci hanno abituato a una velocità che prima semplicemente non esisteva".

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